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Il progetto Vesti Solidale nasce nel 2000, su iniziativa di Caritas Diocesana Vicentina, che, attraverso il Consorzio Prisma, ne affida la realizzazione alla Cooperativa Sociale Insieme.
Il progetto Vesti solidale, per la raccolta degli indumenti, scarpe, borse e tessuti per la casa, prende avvio dalla valorizzazione di alcuni condizioni iniziali:
» la ricerca di opportunità lavorative per persone in stato di disagio nell’attività di selezione degli indumenti e nella vendita al pubblico in negozi appositi
» una nuova proposta della cultura della solidarietà, della sobrietà, della tutela dell’ambiente in posizione critica all’ottica consumista dell’usa e getta per la trasformazione dell’inutile in risorsa
» la possibilità di offrire nuovi contributi alla realizzazione concreta di iniziative della Caritas per la tutela del più debole
» l’attuazione di normative legate alla legge vigente sul tema del riciclaggio per la tutela dell’ambiente
» la necessità di valorizzare beni ancora utilizzabili a disposizione in grandi quantità come appunto l’abbigliamento usato

Il progetto si articola in tre fasi strettamente connesse tra loro:
- la RACCOLTA
- la SELEZIONE
- la VENDITA

raccolta.Cooperativa Insieme organizza il servizio di raccolta di alcune delle campane gialle marchiate “Caritas” distribuite nel territorio vicentino, favorendo la creazione di nuovi posti d’inserimento lavorativo, secondo la mission della cooperativa stessa.
selezione.L’attività di selezione e valorizzazione dell’indumento viene svolta da un gruppo di persone composto da operatori e ragazzi in accoglienza. Le condizioni di lavoro e l’organizzazione dell’ambiente favoriscono il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate.
vendita.“Girabito” non rappresenta soltanto un’attività commerciale, questi negozi vogliono essere anche i luoghi dove ogni giorno viene esercitata la solidarietà, sono occasioni di lavoro per persone in difficoltà.
Sono punti di incontro per un consumatore attento che, unitamente al gestore del negozio, persegue i valori della tutela ambientale e dell’usato come cultura contraria allo spreco e attenta alla logica del consumare meno per perseguire una migliore qualità della vita. Posti dove sostare e trovare qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere, negozi dove si lavora in modo particolare e non solamente per conseguire un risultato commerciale. Un vivere tra questi “vestiti dismessi” che diventano capi “unici” per persone che dignitosamente non possono, non vogliono spendere molto per il proprio abbigliamento.


» Entrando al Girabito vogliamo si respiri un’atmosfera di familiarità, dove le persone sono accolte non per il loro potere d’acquisto ma per la loro umanità ed originalità, un luogo di incontro e confronto tra persone anche di nazionalità diversa. «

(dall’incontro iniziale per l’organizzazione di un negozio del vestire usato, 1999)